Il valore del cambiamento
Un giorno ho voluto provare un po' a pensare cosa vuol dire “il valore del cambiamento” per me. E mi sono chiesto: "sono una persona votata al cambiamento? Lo cerco? Oppure lo evito?"
Perchè cambiare qualcosa vuol dire molto spesso uscire da quella zona di confort, che tanto ci attira e ci tiene con sé. Un po' come una pubblicità di qualche detersivo, che ti dice: "perchè cambiare?" Eh si, proprio come quella, che diceva: “lei accetterebbe due fustini di un altro detersivo al posto di uno del suo”? E ovviamente l'acquirente rimaneva fedele al suo.
Fedele: che strana parola. A che cosa siamo fedeli noi? Al nostro detersivo, ovviamente. Ma mentre lo siamo al nostro detersivo, lo siamo anche a noi stessi? Perchè se in fondo noi vorremmo vedere come funziona quell'altro, se sbianca meglio, e se fa i capi morbidi e profumati come li vogliamo noi, ma non lo facciamo, allora in quel caso noi siamo fedeli solo al nostro detersivo ma non a noi.
E questo va bene? Non lo so. Quante volte siamo stati fedeli a qualcosa, che era qualsiasi cosa tranne noi stessi. Secondo me tante volte.
L'amore è una cosa semplice
Su questo, sono disposto a metterci la mano sul fuoco. Come Muzio Scevola.
Questo lo scrivo, e lo sottoscrivo. L'ho sempre sostenuto, e sempre lo sosterrò. A costo di sembrare manicheo.
Quante volte avere un rapporto sereno con qualcuno ci è sembrata una cosa difficile, o addirittura impossibile. Quante volte quello che doveva essre "l'incontro" tra due persone si è trasformato in uno "scontro"?
Proviamo un po' a pensare a come funziona l'auto-scontro, quella cosa così divertente che facevamo quando eravamo bambini.
Come mai durante quel gioco le due macchine si scontrano sempre? Perchè entrambi lo vogliono.
E così è nella vita. Quando arriviamo ad uno scontro, è perchè lo abbiamo scelto. E' perchè abbiamo smesso di ascoltare gli altri ed abbiamo ascoltato solo noi stessi. Ed abbiamo continuato a pigiare l'acceleratore della nostra macchinina, finchè lo scontro, come succedeva proprio al luna park, è stato inevitabile.
Perdere una persona cara
Dopo una vita passata con una persona cara, quando questa non è più con noi, la nostra vita cambia, inevitabilmente. E in noi emerge un quesito che definirei esistenziale: come fare adesso senza di lei.
Penso che sia un po' come sentirsi in mezzo a una strada, insieme ad una valigia, e nient'altro. Il senso di solitudine è grandissimo. Che fare adesso? Dove andare? Boh. Adesso siamo soltanto io e la valigia.
Poi, dopo un po', sicuramente ci verrà voglia di sapere cosa c'è dentro quella valigia, e troveremo il coraggio di aprirla. E vedremo che è piena di cose, anzi: è piena di strumenti. Si, proprio strumenti, ma non musicali. Strumenti, come quelli che usa un fabbro o un idraulico. Anche la loro valigia ne è piena, e sono strumenti insostituibili: servono per aggiustare gli scaldabagni, o le porte. E senza quella valigia loro non potrebbero lavorare, quindi non potrebbero vivere.
Ben presto capiremo che anche nella nostra valigia ci sono degli strumenti insositituibili. Sono gli strumenti per aggiustare la vita, che quella persona ci ha regalato, ce ne ha fatto dono.
E allora inizieremo a capire che cosa vuol dire sentire gratitudine, e come questo sentimento sia speculare a quello della tristezza. La tristezza ti fa stare male, ma la gratitudine ti dà pace. Come in un gioco di pesi e contrappesi, se riusciamo ad entrare in questo meccanismo, sarà proprio la tristezza ad alimentare la gratitudine, che a sua volta schiaccerà la tristezza. Perchè la certezza di quello che ci è rimasto, sarà sempre più forte della mancanza di ciò che non c'è più. Perchè se sentiamo tristezza perchè ci manca una persona, vuol dire che quella persona ci ha dato tanto.
Nessun amore è veramente impossibile
C'è una leggenda cinese, detta degli "Amanti Farfalla" (Butterfly Lovers), che ci illumina profondamente su questo concetto.
La storia è una sorta di Romeo e Giulietta cinese, in quanto anch’essa narra di un amore impossibile, e trova le proprie orogini nel 1600, durante la dinastia Qing.
A quei tempi l’Università era interdetta alle donne, ma la giovane Zhu, fanciulla estremamente intelligente e di nobile famiglia, convinse il padre a lasciarla andare a studiare, in quanto lei avrebbe celato la sua identità travestendosi da ragazzo.
Così conobbe e frequentò per tre anni uno studente, Liang Shanbo, un letterato di animo nobile, ma di umili origini, del quale si innamorò.
Un giorno improvvisamente il padre la richiamò al villaggio, in quanto aveva già combinato il suo matrimonio con un nobile locale. Liang poco dopo andò a cercarla al suo villaggio, e quando scoprì la sua vera identità anche lui se ne innamorò perdutamente.
Ma ormai era troppo tardi, Zhu era già stata promessa sposa dalla famiglia ad un altro uomo, e suo padre si rifiutò di concederla a un ragazzo che proveniva da una famiglia di così basso lignaggio.
Liang quindi si ritirò, e dopo poco morì di crepacuore. Zhu acconsentì al suo matrimonio, a patto di poter prima salutare per l’ultima volta il suo innamorato davanti al suo sepolcro.
La leggenda narra che quando lei si trovò lì davanti, un fulmine squarciò la terra, che si aprì inghiottendola. Poco dopo da quel cratere uscirono due farfalle: erano Liang e Zhu, finalmente liberi di amarsi.
Una storia emozionante, suggestiva, che testimonia come il vero amore non muoia mai, e che nessun amore è veramente impossibile.
Il link di Youtube collega al brano che ho scritto e cantato per raccontare questa magica storia.
https://www.youtube.com/watch?v=mD1X414_m7w